




Di Laura · aggiornato il 19 ottobre 2026
Al Retreat at Blue Lagoon il primo bagno si può fare prima ancora di aprire la valigia, scendendo in una laguna riservata agli ospiti dove l'acqua, resa azzurra e lattiginosa dalla silice, resta fra i 37 e i 39 gradi in ogni stagione. D'inverno il vapore sale fitto nell'aria fredda della penisola di Reykjanes, mentre d'estate il sole di mezzanotte lascia nella luce i campi di lava anche a notte fonda.
Le sessanta suite sono state costruite dentro una colata di lava del Duecento ricoperta di muschio, tanto che da alcune terrazze del piano basso, ricavate nella roccia, basta allungare un braccio per toccarne gli strati. Più in basso, scavata nella stessa colata, si apre la spa, mentre l'indirizzo sembra scelto apposta per le notti più lunghe: Norðurljósavegur, in islandese la strada delle aurore boreali.
Il Retreat at Blue Lagoon sorge nella penisola di Reykjanes, all'estremità sud-occidentale dell'Islanda, a venti minuti di strada dall'aeroporto di Keflavík e a una quarantina da Reykjavík. È il primo paesaggio che accoglie chi arriva sull'isola: campi di lava grigi e verdi di muschio, con il vapore della centrale geotermica di Svartsengi poco lontano. Tutta la penisola fa parte di un geoparco che l'UNESCO ha riconosciuto per la sua geologia.
Alle spalle del resort sta il Þorbjörn, un monte di 243 metri nato sotto i ghiacci durante l'ultima glaciazione. Oltre il monte, Grindavík è il paese di pescatori più vicino. La colata su cui poggia il resort viene da un'eruzione del 1226 e si chiama Illahraun, in islandese «lava cattiva»: è scabra e in molti punti impraticabile.

Le sessanta suite occupano un'ala dell'edificio e cambiano soprattutto per la vista dalla vetrata, che in tutte va dal pavimento al soffitto. Al piano basso le Lava Junior Suite hanno la terrazza ricavata nella roccia. Al piano di sopra le Moss Junior Suite e le Moss Suite guardano il campo di lava coperto di muschio, che dal balcone delle Moss Suite si allunga fino all'orizzonte. Gli arredi sono di B&B Italia, i colori quelli del paesaggio. Le camere non hanno televisione, per scelta: lo spettacolo è fuori dalla finestra.
Chi vuole la laguna davanti alla porta sceglie la Lagoon Suite, da cui si scende in acqua con pochi passi. La Blue Lagoon Suite è quasi una casa: 230 metri quadrati su due piani, con due camere, una cucina, una laguna privata e una spa con il camino, la sauna e il bagno di vapore. Ha un maggiordomo e garantisce l'arrivo anticipato e la partenza fino alle cinque del pomeriggio, una comodità preziosa nei giorni di volo. Per la Guida Michelin, che nel 2025 ha dato al Retreat una chiave, la cosa più notevole dell'albergo sono proprio queste suite «minimaliste e di lusso», più ancora della laguna riservata.
| Suite | Descrizione | Da sapere |
|---|---|---|
| Lava Junior Suite | 40 m² al piano basso, con una terrazza privata sulla lava | Letto king o due letti singoli |
| Moss Junior Suite | 40 m² al piano alto, vetrate sul campo di lava coperto di muschio | Possono essere comunicanti |
| Lagoon View Junior Suite | 40 m² al piano basso, balcone privato sulla laguna | La laguna si vede dal balcone, non si raggiunge dalla camera |
| Moss Suite | 60 m² al piano alto, zona giorno separata e balcone verso l'orizzonte | Due ambienti con vista sui campi di lava |
| Lagoon Suite | 60 m² al piano basso, due ambienti e una laguna privata a un passo | L'accesso diretto all'acqua dalla camera |
| Blue Lagoon Suite | 230 m² su due piani, due camere, laguna privata, spa con camino, sauna e bagno di vapore, cucina | Maggiordomo, arrivo anticipato e partenza fino alle 17 garantiti |

La Retreat Spa è sotterranea e occupa 2.300 metri quadrati scavati nella colata: le sue pareti sono la lava trovata durante gli scavi e lasciata dov'era. Il percorso comincia nella sala del rituale, dove ci si spalma addosso, uno dopo l'altro, il fango di silice, le alghe e i minerali della laguna, gli stessi ingredienti che dal 1995 finiscono nei cosmetici Blue Lagoon. Poi si scende nella Retreat Lagoon, riservata agli ospiti.
Da lì un passaggio porta nella laguna grande, quella aperta al pubblico, che National Geographic ha messo fra le 25 meraviglie del mondo e che nel 2017 ha accolto 1,3 milioni di bagnanti. Sul fondo la silice forma un fango bianco e morbido che molti si passano sulla pelle. Chi dorme al Retreat ci entra senza biglietto e torna nella laguna riservata quando cerca più calma.
Chi vuole stare del tutto da solo prenota a parte la Lava Cove, una spa privata con una piccola laguna minerale, un camino a legna, una cucina, una sala da pranzo e un maggiordomo. Allo Spa Restaurant si mangia in accappatoio, senza rivestirsi fra un bagno e l'altro. Il soggiorno comprende anche una lezione di yoga ogni mattina.

La Blue Lagoon è nata per caso, accanto alla centrale geotermica di Svartsengi, che usa acqua di mare portata dal calore della terra a 240 gradi. A metà degli anni Settanta, dopo l'uso, quest'acqua cominciò a fermarsi nei campi di lava invece di sparire nel terreno, perché la silice, depositandosi, aveva reso il fondo impermeabile. Così in mezzo alla colata comparve una laguna azzurra che nessuno aveva progettato. Oggi si rinnova ogni due giorni.
Nel 1981 Valur Margeirsson, un ragazzo di Keflavík malato di psoriasi, chiese alla centrale il permesso di farci il bagno. In famiglia erano perplessi e il medico dell'ospedale scettico, ma il suo dermatologo gli disse di provare. Dopo qualche bagno la pelle migliorò e la voce, come succede in Islanda, si sparse in fretta.
Il primo stabilimento aprì nel 1987. Quell'anno un medico di Reykjavík, Grímur Sæmundsen, cominciò a pensare alla laguna come a un luogo di cura e di ricerca: da quell'idea nel 1992 nacque la società Blue Lagoon, che due anni dopo aprì una clinica per la psoriasi. Nel 1999 la laguna fu spostata dove si trova oggi. Intorno sono sorti poi il Silica Hotel, costruito per i pazienti della clinica, il ristorante Lava nel 2007 e infine il Retreat, nel 2018.
Il Retreat at Blue Lagoon l'ha progettato Basalt Architects, lo studio di Reykjavík che nel 2005 aveva già disegnato il Silica Hotel, con l'architetta Sigríður Sigþórsdóttir a capo del progetto. L'idea era costruire dentro la colata, lasciando la roccia al suo posto. «L'edificio affonda nella lava, così le formazioni di roccia fanno da perimetro alla laguna e da pareti interne alla spa», spiegano gli architetti. Le due ali, una per le suite e una per la spa, si incontrano nella hall. Sopra, all'ultimo piano del corpo centrale, sta il ristorante Moss, che domina tutto il complesso.
Gli interni li ha curati Design Group Italia, uno studio milanese. «Volevamo una continuità fra la natura, gli interni e l'esterno», racconta Sigurður Þorsteinsson, che ne dirige il design. Per questo i blocchi di lava entrano anche dentro l'edificio, usati come materiale da costruzione o da arredo. Anche i colori vengono da fuori: il nero della roccia, il verde acceso del muschio, l'azzurro lattiginoso dell'acqua. Per i materiali il progetto ha usato cemento in gran parte prefabbricato, legno di noce e jatoba, un legno duro sudamericano dal colore rossiccio.
La luce, studiata con iGuzzini e con lo studio Liska, segue il ritmo del giorno e la sera resta bassa, per non rubare il buio al cielo delle aurore boreali. Nel 2019 il Retreat ha ricevuto il Red Dot «Best of the Best» per l'architettura d'interni. L'anno dopo ha vinto il premio Sanctuary degli AHEAD Global, i riconoscimenti internazionali dell'ospitalità di design.
La sera si sale al Moss: quaranta coperti all'ultimo piano e una stella Michelin dal 2023. La cucina è di Agnar Sverrisson, per tutti Aggi, islandese cresciuto a Reykjavík. Ha lavorato cinque anni al Manoir aux Quat'Saisons con Raymond Blanc, che lo chiama «un genio». A Londra ha tenuto per dieci anni la stella del suo Texture, prima di tornare a casa nel 2020.
Il menu degustazione cambia con le stagioni e porta in tavola i prodotti islandesi con qualche sapore d'Asia. Ce n'è anche uno vegano. Per la Guida Michelin il Moss è «un'ode all'Islanda». Dal 2024 Sverrisson è ambasciatore di Dom Pérignon, unico chef dei paesi nordici con questo ruolo: per questo il Moss può servire annate rare della maison.
La cantina è scavata nella lava, «una camera vulcanica di lava antica» come la descrive il resort. Il giovedì e il venerdì la Kitchen Table comincia proprio lì sotto, con sei ospiti che poi cenano davanti ai cuochi. A pranzo, per qualcosa di più semplice, c'è il Lava, accanto alla laguna pubblica: secondo la Guida Michelin «qualche cliente arriva in accappatoio». Nel pomeriggio la hall serve il kaffitími, il caffè della pausa pomeridiana islandese, compreso nel soggiorno.

Nei viaggi di nozze in Islanda consigliamo due notti al Retreat, all'inizio o alla fine del viaggio. All'inizio è un ingresso dolce nell'isola: si atterra a Keflavík e venti minuti dopo si è già nell'acqua calda. Alla fine diventa il premio dopo il giro dell'isola, fra ghiacciai e cascate.
La spa, la laguna privata e il Moss accolgono ospiti dai 12 anni in su. Da fine agosto ad aprile, nelle notti buie e senza nuvole, l'aurora boreale può comparire anche sopra la laguna.

Il Retreat at Blue Lagoon costa in media fra 700 e 900 euro a persona a notte. Nel prezzo entrano la colazione, la Retreat Spa con la sua laguna, la Blue Lagoon e lo yoga del mattino. Il prezzo della Blue Lagoon Suite, la più grande, si chiede a parte.
Dall'aeroporto di Keflavík al Retreat at Blue Lagoon ci sono una ventina di minuti d'auto, da Reykjavík una quarantina. Il resort prenota il trasferimento privato oppure un posto sul pullman che collega l'aeroporto alla laguna.
Sì, il ristorante Moss del Retreat at Blue Lagoon ha una stella Michelin dal 2023. Nel 2025 la Guida ha dato all'albergo anche una chiave, definendolo «un albergo speciale, reso ancora più speciale dal suo ristorante».
Nella Retreat Spa, nella Retreat Lagoon e al ristorante Moss del Retreat at Blue Lagoon l'età minima è di 12 anni. Nella Blue Lagoon si entra dai 2 anni: fino agli 8 i bambini devono portare i braccioli, che la laguna dà gratis.
Nei viaggi di nozze in Islanda proponiamo il Retreat at Blue Lagoon insieme al Panorama Glass Lodge e all'ION Adventure Hotel, tappe del giro dell'isola. Questa scheda la firma Laura, Head of Product e travel designer di 3L World.
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